Sentieri selvaggi

Devil’s Path, Stato di New York, USA
Quest’escursione nella Catskill Forest Preserve è un vero ottovolante: si cammina su è giù attraversando sette diverse cime. Il cammino non segue la morfologia del terreno, ma prosegue dritto tra i monti: gli escursionisti non affrontano tornanti ma roccia friabile, arrampicate verticali e strapiombi. Spesso, le radici fungono da appigli di emergenza.

Il Devil’s Path ha la reputazione di essere la pista più dura della costa orientale degli Stati Uniti. La fatica viene però ricompensata dai panorami mozzafiato, che fanno dimenticare agli scalatori di trovarsi a sole tre ore dal centro di Manhattan. I nativi Lenape chiamano questo luogo Onteora, “la terra nel cielo”.

 

 

Huntington Ravine, New Hampshire, USA
Tra le montagne bianche del New Hampshire, il monte Washington è molto popolare. Ma sono pochi gli scalatori che si recano sul posto ad avere il coraggio di percorrere la Huntington Ravine, un sentiero breve, ma quasi verticale: in soli tre chilometri il dislivello è di più di 600 metri. Gli escursionisti camminano al di sopra della linea degli alberi, scalando una serie di sporgenze di granito e blocchi coperti di licheni, esposti agli elementi (qui, nel 1934, il vento è arrivato a toccare i 370 chilometri orari). Da non dimenticare è inoltre l’impervia parete di ghiaccio di Pinnacle Gully, che si forma in inverno.

La cima, a 1917 metri, è il punto più alto nel New England. Spesso è invasa da gente che si diverte a farsi un selfie: non sono scalatori, ma persone arrivate con l’auto fino alla vetta.

 

 

Sentiero Kokoda, Papua New Guinea
Il sentiero Kokoda, sulla Owen Stanley Range, non è per i deboli di cuore: prevede ripide salite e discese, per un totale di 6.000 metri di dislivello, e attraversa diversi fiumi nella giungla della Papua Nuova Guinea. L’escursione dura da tre a 12 giorni (anche seil record è di 16 ore e 25 minuti). Il luogo è estremamente isolato, in preda ai capricci del clima tropicale e delle zanzare. Ma, se si vuole un contatto con la natura selvaggia, ne vale la pena.

Oggi il governo sta investendo milioni di dollari per migliorare la pista. Quindici anni fa non c’erano molti escursionisti sul sentiero, ma adesso è percorso da 3.000 persone ogni anno. La maggior parte sono australiani, che ricordano la battaglia della seconda guerra mondiale combattuta lungo la pista nel 1942. A quell’epoca le forze giapponesi tentarono di prendere la capitale dell’isola, Port Moresby, per invadere l’Australia. Gli australiani però combatterono con valore, riuscendo a mantenere il controllo della Papua Nuova Guinea.

 

 

Black Hole del White Canyon, Utah, USA
Il Black Hole è un canale artificiale in cui si può nuotare. È profondo e scuro, e vi scorre acqua fredda tutto l’anno, il che richiede una muta anche quando le temperature sono molto alte. Gli esploratori si possono immergere nel flusso fangoso e nuotare per tre chilometri, osservando le pareti di arenaria alte centinaia di metri a picco sopra di loro. A volte ci sono anche alberi sradicati incastrati nelle fessure a 15 metri di altezza, trasportati fin lì dall’acqua torrenziale.

Le inondazioni sono sempre in agguato, tanto che nel 1990 hanno provocato la morte di una ragazza. Ma se il tempo è buono, scendere a valle non presenta ostacoli tecnici.

 

 

Dry Fork Coyote Gulch, UtahUSA
Un’escursione lungo nelle pareti di arenaria di questo canyon dello Utah è breve ma indimenticabile. Il Dry Gulch è una meraviglia in sé: le sue pareti di roccia si sono formate a partire da antiche dune di sabbia a lungo sepolte, che si sono trasformate in pietra prima di essere riportate alla luce dal sollevamento tettonico. Oggi sono le fessure a rendere questo luogo un’attrazione irresistibile per i visitatori del parco Grand Staircase-Escalante.

La prima di queste fessure laterali si chiama Peek-a-Boo ed è costituita da una grandi finestre rotonde e archi nella pietra arenaria e da cavità piene d’acqua. La seconda è Spooky, una stretta fenditura di 10 metri di profondità, non più larga di mezzo metro e lunga oltre 800: l’ideale per i bambini. L’ultima è Brimstone, scura e cupa, più profonda e stretta di Spooky. Da evitare se si è claustrofobici.

 

 

Granite Peak, Montana, USA
Il Granite Peak, alto 3.900 metri, è la cima del Montana più isolata e difficile da raggiungere, soprattutto a causa delle condizioni meteo: il tempo può cambiare rapidamente e c’è poca protezione dalle tempeste. Nel 1923, è stata l’ultima tra le più alte vette degli Stati Uniti a essere scalata.

Una volta raggiunta la cima, però, gli escursionisti possono però godere della vista del deserto Absaroka Beartooth Wilderness e del Parco nazionale di Yellowstone all’orizzonte.

 

 

Sentiero di Crypt Lake, Alberta, Canada
Il sentiero di Crypt Lake, nonostante sia relativamente breve, garantisce agli appassionati un viaggio avventuroso: una traversata in traghetto, laghi, cascate di oltre 180 metri e un tratto di via ferrata. Il percorso presenta un dislivello di 700 metri in appena 9 chilometri e si trova sul confine fra Canada e Stati Uniti nel Parco internazionale Waterton-Glacier, creato nel 1932, che oggi è patrimonio mondiale UNESCO.

L’attrazione principale consiste in uno stretto tunnel naturale, che costringe gli escursionisti a strisciare sulle ginocchia per attraversarlo. Nonostante queste difficoltà, la maggior parte dei viaggiatori può completare il percorso senza problemi: i tratti più complicati sono protetti da cavi in acciaio. Prima di mettersi in viaggio è però opportuno fare attenzione alle condizioni meteo.

 

 

Huayna Picchu, Perù
Collocato sulle Ande, in Perù, Machu Picchu è uno dei più importanti siti archeologici del pianeta. Nonostante sia arroccato sulla “spina dorsale” del continente, l’escursione sul cammino inca che lo caratterizza è accessibile ai più.

L’unico punto difficile da raggiungere è Huayna Picchu, una cima che s’innalza per oltre 300 metri sopra Machu Picchu: a 2.720 metri di altitudine, la scalata richiede particolare attenzione e cautela. Ma la vista sulle rovine e le Ande circostanti vale tutta la fatica.

 

 

Monte Huashan, Cina
Il monte Huashan, nella provincia di Shaanxi, è una delle montagne sacre cinesi e da secoli è meta di pellegrinaggi. Formato da cinque picchi, tra cui il più alto è il Picco Sud (2.160 metri), è percorso da una moltitudine di sentieri, che possono essere molto complicati da percorrere. Il Chang Kong Zhan Dao, per esempio, è spesso inserito nelle classifiche dei sentieri più pericolosi al mondo. Ma anche gli escursionisti meno esperti possono apprezzare il parco: nel 2013 è stato registrato un record di oltre 45.000 visitatori in un solo giorno.

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Via ferrata del Monte Kinabalu, Malaysia
Emergendo dalla foresta fluviale del Borneo, il Monte Kinabalu, alto circa 4.095 metri, è il punto più alto della Malaysia. Il massiccio granitico presenta una piacevole sorpresa per gli esploratori: qui è possibile osservare un ecosistema alpino vicino all’Equatore. In questa zona convive infatti un’altissima varietà di specie floreali endemiche ed è presente la più alta concentrazione al mondo di orchidee selvatiche.

Il parco del Monte Kinabalu offre inoltre la via ferrata a più alta quota della Terra: tra falesie, dirupi e ponti sospesi, conduce i temerari visitatori fino alla cima, in un affascinante percorso fatto di scalini metallici sospesi nel vuoto.

 

 

Via Chadar, India
Quando l’inverno si impadronisce del lontano Ladakh, una regione dell’Himalaya indiano, c’è solo un modo per viaggiare tra i paesi della valle di Zanskar al capoluogo della regione, Leh: percorrere la via Chadar, che nel dialetto locale significa “coltre bianca congelata”. Il sentiero si snoda lungo una profonda gola scura al di sopra del fiume gelato Zanskar, tra neve, ghiaccio fragile e roccia scivolosa.

Le temperature medie sono sempre sotto lo zero e durante la notte possono scendere fino a -34°C. Lungo la strada gli escursionisti dormono nelle grotte, come per secoli hanno fatto i portatori che trasportavano beni lungo questa strada.
La bellezza cangiante del manto nevoso, le cascate ghiacciate e il silenzio assoluto delle gole sono però una ricompensa per i temerari che decidono di affrontare il percorso.

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